Come si scrive non ce l’ho? La grafia che ho usato in questo momento è giusta? La risposta è sì e no. Il modo infatti di scrivere questa frase dipende dal suo significato. Che cosa intendo? Da’ un’occhiatina a questi esempi:

 

  • “Hai lo specchio?”- “No, non ce l’ho
  • “Che sta succedendo là fuori?” – “Non lo so, non ce lo dicono”
  • Sono molto deluso: in negozio non c’è lo zaino che cercavo

 

Hai visto? Queste tre frasi a livello di pronuncia appaiono simili (anche se non è del tutto vero che le pronunciamo alla stessa maniera, ma questo è un altro discorso). In realtà, però, hanno grafie diverse. Vediamo insieme il perché.

Non ce l’ho

  • “Hai lo specchio?”- “No, non ce l’ho

In questo caso, non ce l’ho ha significato di possesso. Per questo non si scrive loma l’ho. La frase sarebbe non ce lo ho, ma interviene l‘elisione e diventa non ce l’ho. Lo (in questo caso l‘) ha funzione di pronome e sostituisce lo specchio.

Ce (e non c’è, mi raccomando) qui ha valore rafforzativo. Infatti, la frase no, non l’ho è già di significato compiuto da sola, perché il pronome è rappresentato da lo. Eppure la particella ce deve essere messa comunque. Come mai? Da dove viene quest’usanza? Se ti interessa approfondire, ecco la spiegazione che ne dà il professor Roberto Tartaglione, direttore di Scudit Scuola d’Italiano Roma.

Non ce lo

  • “Che sta succedendo là fuori?” – “Non lo so, non ce lo dicono”

Eccoci di fronte a un caso diverso. Qui lo ha sempre la funzione di pronome (sostituisce cosa sta succedendo là fuori) ma non vuole il verbo avere ovviamente (che senso avrebbe?). Mentre ce non è affatto una una ripetizione questa volta. Sostituisce a noi e la sua presenza è fondamentale alla completezza della frase. Occhio a non scrivere c’è lo dicono: non ha alcun senso, è un errore.

Non c’è lo

  • Sono molto deluso: in negozio non c’è lo zaino che cercavo

Qui sì che devi usare c’è. C’è nasce dall’unione di ci + è (anche qui interviene la magica elisione che fa sparire la i e ci infila un apostrofo, creando la forma contratta c’è) e va usato per indicare la presenza di qualcosa in un posto. Punto.

Lo, in questo caso, funge invece da semplice articolo determinativo.

Casi limite

Gli esempi che abbiamo visto hanno tutti una ragion d’essere, esistono nella nostra lingua, basta solo saper usarli nel modo giusto. Ecco invece una frase che non sta proprio né in cielo né in terra, perché non esiste nella lingua italiana: non c’è l’ho.

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Infine, se t’interessa approfondire, la particella ci ha tantissime altre funzioni non citate in questo post: se vuoi saperne di più ecco cosa scrive in merito Treccani.