Quanto dovrebbe essere lungo un curriculum vitae? Perché un cv di troppe pagine è sbagliato? Una sola pagina è davvero più efficace?

Scommetto che anche tu, se sei capitato qui, sei in preda a uno di questi dubbi. La questione sulla lunghezza del cv è infatti per moltissimi un enorme punto di domanda perché sintetizzare si rivela spesso l’operazione più difficile.

Ci dicono che datori di lavoro e recruiters impieghino pochi secondi per valutare un curriculum, perciò è necessario essere brevi. Ma cosa tagliare e con quale criterio? Come decidere a quali informazioni dare maggiore priorità?

Cosa leggerai in questo post?

In questo post vedremo di quante pagine dovrebbe essere un buon curriculum, scoprirai quali sono i criteri per sfoltirlo, quando usare un cv di una pagina e perché il formato europeo non è molto utile alla sintesi.

Pronto per partire?

Perché dilungarsi troppo è un errore

Partiamo da una considerazione:

  • Un conto è se la lunghezza del cv è dovuta all’impossibilità di sintetizzare più di tanto, perché togliere informazioni inciderebbe negativamente sulla completezza del profilo svalorizzandolo
  • Diverso è quando l’eccessiva lunghezza è dovuta a una mancanza di selezione. La maggioranza dei curriculum che revisiono appartiene a questa seconda categoria: si tratta di cv in stile “lista della spesa” che riportano tutte le informazioni come in un elenco, in modo dispersivo e dando ad ognuna la stessa priorità

Perché dilungarsi è così sbagliato in questo caso?

Perché non serve, ecco perché è così sbagliato.

Un curriculum di 4 pagine non è un buon strumento di comunicazione se si dilunga su dettagli che potrebbero essere tranquillamente sintetizzati o eliminati. Oltre ad annoiare a morte chi legge, si dà l’impressione di non saper dare la giusta priorità alle cose, di non conoscere e di non preoccuparsi delle esigenze dell’azienda a cui si chiede il lavoro e di mandare la stessa candidatura a tutti, indifferentemente: di certo non un bel modo per iniziare.

Come sfoltire quindi?

La soluzione per sintetizzare in questo caso è solo una: scrivere curriculum mirati. 

Che cosa vuol dire? Significa modificare il cv in base al settore e all’azienda a cui ti proponi. So che può sembrarti un passaggio noioso ma credimi, è l’unico modo per ottenere un cv snello, essenziale e soprattutto efficace. 

Il curriculum si ridurrà drasticamente, inoltre dimostrerai di concentrarti non su te stesso ma sull’azienda e sui suoi bisogni. Approfondendo solo i dettagli più importanti, dimostrerai di aver capito le sue necessità e di conoscere i punti di forza che ti rendono il candidato adatto a quella posizione.

 

lunghezza curriculum

Lunghezza curriculum: l’importanza di sfoltire il cv

Qual è la lunghezza ideale di un curriculum?

Un cv generalmente non dovrebbe superare le due pagine di lunghezza: uno spazio sufficiente di solito per comunicare efficacemente se stessi in modo completo e dettagliato a patto che, come detto, ciò venga fatto in modo mirato per una specifica posizione lavorativa.

A dirlo è anche lo psicologo Alessandro Amadori (2008) autore di La guida del Sole 24 ore al Curriculum Vitae.

Amadori scrive: “Il curriculum deve raccontare solo quello che serve per delineare con precisione il profilo del candidato. Non si deve confondere il cv con una serie di job description (cioè di descrizioni minuziose delle posizioni lavorative occupate nel corso del tempo). E in ogni caso è bene che il cv non superi la lunghezza standard di due pagine (che possono in via eccezionale diventare tre se la vostra esperienza accademica o professionale è particolarmente lunga e significativa).” (pag.83).

Il cv di una pagina è più efficace?

Il curriculum di una sola pagina è sicuramente un’ottima soluzione, immediata ed efficace ma non sempre facile da mettere in pratica, a mio parere.

Quando lo consiglio?

Può essere l’ideale se sei molto giovane e hai poche esperienze lavorative. Lo vedo più difficile (ma non impossibile) se hai molti anni di carriera alle spalle. Il rischio è che, nell’intento di concentrare tutto in una pagina, si pecchi nella leggibilità (usando un carattere troppo piccolo e restringendo troppo gli spazi fra i paragrafi) o si eliminino dettagli che varrebbe la pena approfondire di più.

Anche una questione di grafica

Per creare un cv di una sola facciata spesso può essere utile ricorrere all’uso di tabelle e caselle di testo per posizionare i contenuti in modo strategico sulla pagina (ed evitare quindi di usarne una seconda). Qui sta a te, a mio parere, valutare la praticità che hai con i programmi di scrittura: nulla di fantascientifico intendiamoci, ma se hai poca dimestichezza potrebbe non essere semplicissimo gestire nel modo giusto queste soluzioni testuali.

Cv europeo: un formato difficile da accorciare

Un modello che non si presta a una facile operazione di sintesi è invece quello europeo.

Se in un curriculum semplice puoi gestire tu l’impaginazione e decidere quindi come strutturare il documento per ridurre il numero di pagine, con l’europeo questo non è possibile: si tratta infatti di un formato preimpostato, costruito attraverso tabelle, con il testo che si sviluppa verticalmente e non orizzontalmente. Questo fa sì che sia molto facile sforare le due pagine di lunghezza anche per chi ha poca esperienza (un po’ meglio l’europass da questo punto di vista, pur trattandosi sempre di una struttura già impostata).

A chi lo sconsiglio

Soprattutto se hai parecchi anni di carriera l’europeo non è la scelta giusta. A meno che la realtà lavorativa a cui ti proponi non te lo chieda espressamente, ti suggerisco quindi di optare per un curriculum semplice dove puoi gestire da solo l’impaginazione.

Se invece sei costretto a utilizzarlo, meglio non lasciare inutili spazi vuoti che allungherebbero ulteriormente il cv. Esempio: in competenze comunicative non hai nulla di significativo da dire? Cancella direttamente la sezione.

Se vuoi approfondire, ti lascio a questo articolo di Randstad sui pro e i contro del cv europass

Lunghezza curriculum: morale della favola

La lunghezza ideale di un curriculum vitae è di due pagine, questo l’abbiamo capito.

Ma ciò che è ancora più importante comprendere è che i numeri non sono un’inutile imposizione, bensì un punto di riferimento per imparare a scrivere l’essenziale, suddividendo i contenuti in una scala d’importanza.

Le posizioni su questa scala possono cambiare in base al settore e all’azienda di riferimento: ciò che era poco rilevante in una circostanza può diventare di grande importanza in un’altra occasione. Per questo in alcuni casi potresti riuscire a fare stare il tutto in una sola facciata, mentre in altri te ne serviranno due: le cose cambiano in base alle specifiche esigenze comunicative.

Mettiti nei panni di chi leggerà il cv, cerca sempre di capire che cosa del tuo percorso potrebbe maggiormente interessargli e struttura il curriculum in base a questo.

Se hai delle domande o vuoi aggiungere qualcosa su questo argomento, scrivimi un commento! 😉