Una curiosa carrellata di parole, tutte rigorosamente inizianti con la lettera A, causa di piccoli e grotteschi scivoloni

A chi non è mai capitato di cercare su Google come si scrive esattamente una parola perché improvvisamente non lo ricorda più? Penso a tantissimi, e forse anche a te.

La lingua italiana è fatta di tante regole ed eccezioni. Senza considerare che a tutto questo si aggiungono i tanti termini che, con il tempo, hanno assunto una grafia diversa rispetto a quella del passato. Per alcuni possono essere cose scontate, per altri meno: vale quindi la pena darci un’occhiata.

Hai voglia di iniziare assieme a me un viaggio nella giungla della lingua? 

Se sì, non ci resta che salpare!

Errori italiano: Acquolina o Aquolina?

Questa parola tanto dolce e stuzzicante che ci fa subito pensare a una torta invitante o un goloso gelato è però responsabile di non pochi dubbi sulla sua ortografia: come si scrive, con la “q” o la “cq”?

A stabilire chi ha la meglio, una regola molto semplice: nonostante la pronuncia di questa parola tenda ad essere morbida alle volte (tanto da far pensare basti una semplice “q”), dobbiamo ricordarci che acquolina è un derivato di “acqua”.

Come tale quindi ne conserva la radice e, di conseguenza, la sua grafia prevede la “cq”.

Errori italiano: come si scrive Addizione?

Se per alcuni può sembrare scontato, per altri la questione è invece un bel grattacapo: quante zeta vuole il termine addizione? Una parola, fra l’altro, in buona compagnia: pure autorizzazione, infatti, ci mette davanti alla stessa difficoltà.

Come orientarsi in questo caso? Molto semplice, basta far riferimento a questa regola: i termini che finiscono in –zione vogliono una “z” sola. Quindi sarà addizione e non addizzione, autorizzazione e non autorizzazzione.

Come si scrive Addosso?

La parola addosso, che deriva da “Sul posso, cioè sulla schiena, sulle spalle” (fonte: Dizionario Etimologico), è il risultato di un processo chiamato univerbazione.

Un tempo infatti la grafia corretta era staccata (“a dosso” quindi), solo successivamente si è affermata quella unita: oggi la forma corretta è addosso con la doppia “d”. Doppia che in questo caso è dovuta al cosiddetto raddoppiamento sintattico, fenomeno che riguarda altri termini oggetto di univerbazione (come “soprattutto”, “dapprima”, “oddio”, ecc.).

A subire il processo di univerbazione anche la parola apposta (inteso come “fatto apposta”) inclusa, dall’Accademia della Crusca, fra le espressioni che nell’italiano contemporaneo vanno scritte unite. 

Da non confondere con i termini apposto e a posto che hanno un diverso significato.

Apposto o A posto?

In questo caso vanno bene entrambe le grafie, perché i termini hanno significati diversi.

A posto vuol dire infatti “tutto in ordine”, “tutto ok”, mentre apposto è il participio passato del verbo apporre.

Errori italiano: ad hoc o a doc?

Ad hoc o A Doc?

Anche il termine ad hoc sembra creare non poche perplessità.

L’espressione deriva dal latino e significa “per questo”. In italiano viene usata con il significato di “per l’occasione”, “appropriato al contesto”, ma la grafia usata non sempre è quella corretta.

Il termine ad hoc, preso pari pari dal latino, va infatti scritto esattamente così: le varianti “a doc” oppure “ad ok” sono quindi sbagliatissime.

Perché ci confondiamo così facilmente? Prova a spiegarcelo questo interessante post di righevaghe.

Errori italiano: Aeroplano o Aereoplano?

Un’altra parola dallo strafalcione facile è aeroplano.

Ma c’è un motivo ben chiaro per cui si scrive in un modo piuttosto che nell’altro. Vuoi sapere qual è? La ragione è semplice: aeroplano deriva dal francese aéroplaine.

Aereo invece, termine che usiamo spessissimo in sostituzione di aeroplano, non è come talvolta erroneamente si pensa un’abbreviazione di questo: aereo è la forma sostantivata dell’aggettivo aereo con l’eliminazione di “apparecchio” (fonte: Dizionari Corriere). Ecco spiegato il perché erroneamente si scrive aereoplano al posto dell’unica forma corretta aeroplano.

Errori italiano: A fianco o Affianco?

Anche in questo caso (come per a posto e apposto) le grafie sono entrambe corrette, a patto che vengano usate nel modo giusto! A fianco e affianco non sono infatti la stessa parola, ma due cose diverse.

A fianco è una locuzione (es. Luisa è a fianco a me), mentre affianco è la prima persona singolare del presente indicativo del verbo “affiancare” (es. Se vuoi ti affianco nella scrittura del tema).

La locuzione a fianco in questo caso non è soggetta all’univerbazione + raddoppiamento sintattico che risultano essere solo un errore (es. Marco è affianco a te è sbagliato).

Come si scrive Affinché?

Affinché, oltre a scriversi tutto attaccato e con due “f”, vuole anche l’accento acuto che, per intenderci, è lo stesso di perché. L’accento acuto indica infatti una “e” chiusa, mentre l’accento grave la “e” aperta.

Come si scrive Alcol?

Qual è la forma giusta: alcol o alcool?

La forma più usata e da preferire è la prima, quindi alcol con una “o” sola. Nonostante questo la meno celebre alcool non è sbagliata.

Ma qual è il motivo di questa doppia versione? La storia dell’evoluzione di questa parola è molto interessante perché nasce dal termine arabo al-Khul, una polvere usata per tingere ciglia e sopracciglia dalle donne in Oriente. Sono stati poi gli alchimisti e i chimici occidentali a cominciare a usare il termine per indicare una materia ridotta a una polvere finissima, termine che presto sarebbe stato utilizzato per riferirsi anche alla sua essenza.

Ad associare la parola al vino fu però Paracelso, celebre alchimista del Rinascimento, che coniò il termine alcohol vini. Da allora sono state tante le grafie che si sono susseguite, fra cui alcoholalkoolalcoole e, naturalmente, le uniche due sopravvissute fino ad oggi: alcol e alcool (fonte: Dizionari Corriere).

Errori italiano: A proposito o Approposito?

Storia curiosa infine quella di a proposito.

Al contrario dei termini precedenti che con il tempo sono andati incontro all’univerbazione infatti, quest’espressione è passata dall’avere la grafia unita (fino ai primi del Novecento) all’essere scritta staccata oggi.

L’unica grafia corretta prevista dall’italiano contemporaneo è quindi a proposito.

Contribuisci anche tu ad arricchire l’elenco!

Ti vengono in mente altre parole, sempre inizianti con la lettera A, che creano qualche difficoltà nella loro grafia?

Se hai qualche proposta, scrivila nei commenti: contribuirai ad arricchire l’elenco! 😉