Su cosa sia e a cosa serva la lettera di presentazione è già stato scritto tanto. Questo post di Adecco per esempio, con un intelligente paragone spiega bene che cos’è e come va scritta.

Ma che cosa non è una lettera di presentazione?

Ecco allora 4 caratteristiche che non appartengono affatto a questo sottovalutato strumento di marketing personale, più una quinta chicca finale.

Ti va di scoprirle assieme a me?

1 – Non è il riassunto del cv

Pensaci bene: se lo fosse stata sarebbe bastata lei da sola. Che senso hanno due documenti che dicono le stesse cose, anche se uno in maniera più discorsiva e l’altro più schematica?

Che cos’è una lettera di presentazione quindi?

Possiamo definirla come la spiegazione del cv o l’introduzione al cv: il suo compito è presentarti ponendo l’accento solo sui passaggi del tuo percorso più interessanti per chi legge e convincere chi la legge ad approfondire la tua conoscenza guardando anche il curriculum.

2 – Non è un copia/incolla

Non me ne voglia chi ha quest’abitudine, ma a Natale c’è una cosa che proprio non sopporto: i messaggi di auguri scritti e inviati uguali identici a tutti i contatti della rubrica.

Sì lo so: c’è la fretta, il panettone che aspetta, la nonna che ti insegue col polpettone. Non è certo il momento migliore per dilettarsi nella scrittura. Ma quell’augurio scritto e inviato altrettanto in fretta grida solo una cosa al mondo: sono un messaggio preconfezionato!!!

Quando si invia la candidatura a un’azienda spesso si dimentica che dietro quest’apparente entità astratta ci sono delle persone. Persone come te, in grado di accorgersi se un messaggio è stato mandato identico a decine di altre società. Inviare una lettera di presentazione uguale per tutti, senza disturbarsi nemmeno di sostituire “Spettabile Azienda” con “Spettabile nome della ditta” è come dire esplicitamente: voglio un lavoro, ma non me ne importa nulla di te, un’azienda vale l’altra!

Magari sotto sotto è proprio questa la verità (in questo periodo di difficoltà poi sarebbe pienamente comprensibile), ma dobbiamo proprio essere così ingenui da farlo capire?

3 – Non è la fiera dei luoghi comuni

La lettera di presentazione è l’opportunità di dare una voce al tuo curriculum. Lui da solo ahimè è infatti un po’ limitato: per quanto ben scritto possa essere rimane sempre un testo per lo più schematico che ha bisogno di essere interpretato. Questo vale soprattutto quando ci si autocandida oppure quando ci sono aspetti del nostro percorso che potrebbero essere mal interpretati (a tal proposito, ti invito a leggere questo post di CoachLavoro che dà numerosi consigli sulla lettera di presentazione).

Per questo è importante scrivere la lettera in modo autentico, spiegando con le nostre parole perché siamo la persona adatta a quella posizione e che cosa sappiamo fare. Da evitare quindi come la peste i luoghi comuni e le frasi vuote. 

Ci sta scaricare un modello da Internet per avere una base da cui partire, ma poi va personalizzato. Inviarla così com’è è una totale perdita di tempo, perché la lettera priva di personalizzazione finisce completamente il suo scopo. Se non dice nulla di te tanto vale non scriverla.

4 – Non è ruffianaggine né ostentazioni

Che cos’è una lettera di presentazione? Di certo non un pretesto per adulare l’azienda, sperando così in un’assunzione. Va benissimo spiegare il motivo per cui si vorrebbe collaborare con quella società, ma dovrebbe trattarsi di una ragione sentita e reale, senza scadere mai in eccessive sviolinate poco credibili e ridicole.

E tanto meno è consigliabile autocelebrarsi, ostentando troppa sicurezza nelle proprie capacità. Il rischio infatti è di apparire immodesti e presuntuosi. Certo, come abbiamo detto vanno specificati i propri punti di forza, ma senza calcare la mano. La lettera ideale dovrebbe contenere una parte dove si parla di se stessi, un’altra dove si parla dell’azienda e del motivo che ci spinge a candidarci.

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Ed ora, eccoci arrivati all’ultimo suggerimento. Dopo i 4 punti ti avevo promesso un quinto consiglio sulla lettera di presentazione ed eccolo qui.

5 – Non trasformarla in un Autogoal

cos'è una lettera di presentazione

Non trasformare la lettera di presentazione in un autogoal

Evita frasi o espressioni che, anziché evidenziare i tuoi punti di forza, pongono l’accento su quelli di debolezza. Un errore banale ad esempio è giustificarsi quando si è privi di alcuni requisiti importanti per la posizione lavorativa in gioco. Un atteggiamento controproducente perché serve solo a dare più evidenza al problema (se ti dico di non guardare il brufolo che ho in fronte tu lo guarderai sicuramente).

Non fraintendermi però, non intendo dire che sia giusto dare solo un’immagine patinata di sé, nascondendo le cose che non vanno sotto il tappeto. Ma c’è modo e modo di dire le cose. Puoi ad esempio mettere nero su bianco una mancanza, ma in modo intelligente.

Sei consapevole di non possedere un requisito importante ma altre qualità farebbero di te la persona giusta? Potresti allora mettere le mani avanti, ammettere ciò che “ti manca” ma spiegando anche che ti senti adatto a quella posizione perché possiedi determinate altre caratteristiche (che devi indicare nella lettera ovviamente).

Un esempio potrebbe essere il seguente: “So che la mia candidatura può apparire poco lineare rispetto al percorso da me seguito finora ma mi ritengo adatto a questo ruolo perché sono una persona precisa e molto attenta ai dettagli. Lavorando presso lo studio xxx ho imparato a usare abilmente il programma PincoPallino, come da voi richiesto nell’annuncio, so inoltre gestire i rapporti con i clienti grazie a due anni di esperienza maturata presso l’ufficio commerciale dell’azienda.”

E ora… Spazio alle domande!

Hai qualche dubbio sulla lettera di presentazione? Ne devi scrivere una e non sai da che parte cominciare? Scrivimi un commento, oppure contattami in privato su mara.dangeli@yahoo.com