Cara neolaureata, caro neolaureato. Se sei qui, probabilmente, è perché hai da poco superato un traguardo importante: la laurea. O forse manca pochissimo, ti stai preparando alla discussione e con la mente già corri al futuro, al mondo del lavoro che ti aspetta. Eh già, da adesso si fa sul serio. Terminati i brindisi, è tempo di mettere da parte la corona d’alloro e di partire per questa nuova avventura.

Spaventato? Non preoccuparti, un po’ d’ansia è del tutto normale. Ma c’è una bella notizia: un curriculum ben fatto può essere di enorme aiuto in questa fase. Ma come va scritto il curriculum di un neolaureato?

Ti svelo subito un segreto: non esiste nessuna formula preconfezionata che, applicata alla lettera, porti al successo. Il curriculum è qualcosa di estremamente soggettivo, cambia in base alla persona, ovviamente, ma anche in base all’azienda a cui ti proponi. La soluzione valida per uno, quindi, non per forza è valida per tutti.

Perché, allora, dovresti leggere questo post? Perché ti spiego quali sono, dal mio punto di vista, gli aspetti su cui concentrare maggiormente la tua attenzione, le sezioni da scrivere con particolare cura. Se sei pronto, io partirei 😉

1 – Un curriculum per ogni candidatura

Se per caso segui il blog, ti sarai accorto di un mantra che si ripete incessantemente: personalizza sempre il curriculum in base al lavoro che cerchi e all’azienda a cui ti rivolgi. Questa è la cosa più importante da fare. Ti consiglio quindi di creare un cv di base e di modificarlo leggermente per ogni candidatura.

Ma perché questo sbattimento? La ragione è semplice: il curriculum deve far comprendere, in una manciata di secondi, perché sei utile all’azienda. Deve facilitare il lavoro di chi seleziona il personale, mostrando da subito le competenze e le qualità che ti rendono la persona giusta.

Per creare un cv efficace devi quindi selezionare i contenuti: approfondisci le informazioni più utili a quel contesto ed evita di dilungarti su dettagli poco pertinenti. Sii sintetico (massimo due pagine), ma allo stesso tempo preciso su ciò che pensi sia importante far sapere. Per comprendere cosa inserire e cosa tagliare, vesti i panni del selezionatore e guarda il cv dal suo punto di vista, usando buon senso e sguardo critico.

Un esempio? Quando parli degli studi, evita di scrivere un elenco chilometrico di esami sostenuti, a meno che ciò non venga esplicitamente richiesto. Piuttosto, seleziona le materie che ti sembrano più interessanti per la candidatura e cita solo quelle.

2 – Inserisci stage e “lavoretti”

Sei un neolaureato, le tue esperienze lavorative sono scarse e, probabilmente, poco pertinenti al mestiere per cui hai studiato. Che fare quindi? Vale la pena inserirle?

In questo caso, la sezione dedicata al lavoro avrà un ruolo secondario sul cv (meglio iniziare dagli studi). Nonostante ciò, attirerà comunque l’attenzione del selezionatore, il quale cercherà di capire che esperienze hai fatto oltre a studiare. Ricorda, quindi, che stage e lavoretti saltuari possono dire tanto di te e delle competenze che hai acquisito. Per questo vale la pena inserirli, nonostante si tratti di esperienze piccole o poco attinenti al lavoro cercato.

Se sei interessato all’argomento tirocini, ne parlo meglio qui.

Per i lavori connessi all’impiego che cerchi, sii preciso e dettagliato nel descrivere le mansioni svolte, le responsabilità ricoperte e le competenze acquisite: queste sono informazioni che interessano al selezionatore. I lavori poco attinenti, invece, citali pure ma dedica loro meno spazio. Una buona idea, ad esempio, è raggrupparli tutti nello stesso paragrafo.

Infine, non dimenticare di segnalare le esperienze di volontariato, se ne hai fatte: anche queste possono dire tanto di te, proprio come un lavoro normalmente pagato.

3 – Competenze: distinguiti dalla massa

Competenze relazionali, problem solving, team working… Scommetto che anche tu sarai tentato d’infarcire il tuo curriculum con queste “paroline magiche”, magari scopiazzandole dal cv di qualche amico perché, se le scrivono tutti, un motivo ci sarà…

Il motivo in effetti c’è, ma non è quello che pensi. Tutti scrivono le stesse cose perché non sanno cosa dire. Così, per evitare di “sbagliare”, mettono ciò che mettono tutti, convinti che sia quello che si aspetta un recruiter. Vuoi distinguerti dalla massa? Ti consiglio allora di percorrere una strada completamente diversa.

Innanzitutto, la cosa migliore sarebbe distribuire le competenze all’interno del curriculum, senza dedicare un paragrafo apposito. Quando parli delle tue esperienze di studio e di lavoro, quindi, spiega cos’hai imparato e le abilità che hai acquisito. So bene, però, che il formato europeo/europass prevede una sezione specifica. Se utilizzi questo formato, quindi, attieniti a tali disposizioni.

Ma veniamo al nocciolo della questione: cosa scrivere per quanto riguarda le competenze. Personalmente , ti consiglio di inserire delle competenze che ti appartengono realmente (non mettere “propenso al team working” se il solo pensiero di lavorare in gruppo ti fa venire l’orticaria). Allo stesso tempo, è fondamentale che esse siano interessanti per la realtà a cui ti proponi.

Un ultimo, importantissimo consiglio: quando citi una competenza, spiega come hai acquisito tale capacità, in modo che chi legge si faccia un’idea precisa (esempio: “ho sviluppato ottime doti relazionali facendo per tre anni l’animatrice in un’associazione di volontariato”).

Questo, a mio avviso, è un buon sistema per personalizzare il modo in cui descrivi le tue competenze e spiccare in mezzo a una massa di curriculum anonimi.

4 – Parla dei tuoi interessi

Sei molto giovane e le tue esperienze lavorative, probabilmente, non possono dire ancora tanto di te. Perché, allora, non far parlare i tuoi interessi? Questa sezione, che generalmente trova ben poco spazio nei cv di persone più mature (spesso nessuno, se non un brevissimo accenno), può invece essere la carta vincente nel curriculum di un neolaureato.

Gli interessi, gli hobby, le attività extra lavorative, infatti, possono far emergere determinate doti, competenze e abilità. Il mio personale consiglio è quello di inserire prevalentemente interessi attinenti al lavoro che cerchi o che, comunque, mettano in risalto delle capacità utili in quell’ambito specifico.

5 – Esperienze all’estero

Hai preso parte a un’esperienza all’estero di studio o di lavoro? Non “mimetizzarla” all’interno del curriculum, accennandola brevemente da qualche parte, ma valorizzala se possibile, poiché queste esperienze sembrano interessare a chi fa selezione. In particolare, ti consiglio di specificare le attività che hai svolto e ciò che hai imparato in quel contesto.

6 – Sii professionale

Cosa significa essere professionali? Significa inserire nel curriculum una fotografia adatta, sobria, dove ti presenti con un abbigliamento adeguato e non vieni ritratto in situazioni strampalate. Significa attenzione ai dettagli, rileggere il cv tante volte per evitare errori grammaticali ed accertarsi di aver inserito tutti i contatti correttamente (se metti l’email sbagliata, come faranno a raggiungerti?).

+ 1 – Lettera di presentazione

Ciò che ti ho detto finora è importante, ma potrebbe valere poco se al curriculum non alleghi una lettera di presentazione. Ma è proprio necessaria? Ebbene sì, la lettera è una componente davvero rilevante della tua candidatura, non tanto per una mera formalità, ma perché rappresenta un’imperdibile chance.

La lettera (nel caso di invio tramite email rappresenta il testo di quest’ultima) ti dà infatti l’opportunità di spiegare con parole vere e sincere perché ritieni di essere la persona giusta e per quale ragione vorresti lavorare in quell’azienda.

 

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