Se ti stai domandando come correggere un testo, ti dico subito una cosa: gli errori grammaticali sono soltanto uno degli elementi da tenere in considerazione. L’aspetto ortografico e grammaticale di uno scritto è certamente importante, infatti, ma non è l’unico aspetto che devi verificare in fase di revisione.

Stai scrivendo gli articoli del tuo blog aziendale, un manuale o un ebook? Ebbene, per consegnare ai tuoi lettori un testo chiaro, corretto e piacevole, devi revisionarlo in modo certosino. Una veloce lettura può forse servire a scovare un verbo sbagliato o una virgola fuori posto, ma purtroppo non è sufficiente ad assicurarti un testo professionale e di qualità.

In questo post ti mostrerò come correggere un testo. Una revisione come si deve, infatti, dovrebbe comprendere più passaggi, ognuno dei quali serve a concentrarsi su uno specifico aspetto della scrittura: la nostra mente non riesce a prendere in considerazione tutti questi elementi contemporaneamente, perciò una singola lettura non basta.

Dai su, non metterti già le mani nei capelli… ti prometto che non sarà poi così difficile 😉

Premessa

Cosa troverai in questo articolo? In questo articolo ti mostrerò il mio metodo, la procedura che utilizzo quotidianamente per revisionare i miei scritti, utile per la correzione dell’articolo di un blog o del capitolo di un libro, ad esempio. Non si tratta di una tecnica universale, ci tengo a sottolinearlo. Desidero solo condividere con te il mio personale modo di lavorare, nella speranza che ciò possa fornirti uno spunto per elaborare meglio i tuoi testi. Starà poi a te trovare il sistema che più ti si addice 😉

Ricordati inoltre di un famoso proverbio: l’unione fa la forza. Non fare tutto da solo, quindi. Fa’ leggere i tuoi testi a un’altra persona, per un parere ulteriore, e per i progetti più grandi come un libro affidati a un professionista, per una revisione completa dell’opera. Data la sua complessità, infatti, saranno necessari passaggi e attenzioni maggiori di quelli che dedicheresti all’articolo di un blog.

Ma ora basta chiacchiere 😉

Ecco il procedimento che generalmente utilizzo per correggere un testo.

1 – Dalla brutta alla bella copia

Questa è la fase che chiamo “dalla brutta alla bella copia”. In realtà, proprio “bella” ancora non è perché, come vedremo, non si tratta della versione definitiva, ma mi piace comunque definirla così.

Come ti spiego nel post Contenuti di qualità: 6 consigli per scrivere bene, la prima stesura andrebbe scritta di getto, senza fermarsi a correggere parole, virgole e frasi (da quando utilizzo questo sistema lavoro meglio e più spedita).

Dopo la prima stesura, ti consiglio di non passare subito alla revisione, ma di attendere un po‘. Hai appena scritto l’articolo del tuo blog aziendale? Riprendilo il giorno dopo a mente fredda oppure lascia trascorrere qualche ora prima di rimetterci mano: questa pausa ti permetterà di vedere lo scritto con occhio più critico e distaccato.

Quando mi rimetto a lavorare sul testo dopo la prima stesura, comincio risistemando le frasi. Cosa faccio di preciso? Cerco, innanzitutto, di esporre i concetti nel modo più chiaro possibile. Sostituisco le parole inappropriate e imprecise con termini più corretti e adeguati, e miglioro l’esposizione semplificando le frasi. Elimino quindi i vocaboli che appesantiscono lo scritto e taglio le subordinate che complicano il discorso. In questa fase, in genere, integro anche le parti che mi sembrano incomplete. Approfondisco meglio un concetto, ad esempio, oppure spiego il significato di un termine troppo tecnico che ho utilizzato.

Perché “dalla brutta alla bella copia”? Perché, seppur passibile di modifiche, questa versione del testo appare decisamente più curata, ordinata e pulita della prima stesura, scritta velocemente e senza particolare attenzione ai dettagli. Si tratta, in un certo senso, di una vera e propria riscrittura (non a caso è la fase che solitamente mi porta via più tempo).

Tanto è stato fatto ma, come vedremo, non è ancora sufficiente…

2 – Verifica della veridicità delle informazioni

Ti avverto, su questo punto sono mooolto pedante 😉

La verifica della veridicità delle informazioni è infatti un passaggio a cui presto particolare attenzione. La validità di un contenuto passa inevitabilmente dall’attendibilità di ciò che scriviamo, per questo, quando correggo un testo, non smetto mai di farmi domande e mi accerto dell’autorevolezza delle fonti da cui ho attinto.

Concordo in pieno con quanto dice Valentina Falcinelli in questo post in cui parla degli errori concettuali: solo mettendo in dubbio qualsiasi cosa e ponendosi continue domande è possibile (forse) evitare cantonate. La svista può capitare, purtroppo, ma intanto noi facciamo il possibile per evitare che accada 😉 E questo vale anche se scrivi di argomenti che ti sembra di padroneggiare bene. Verifica sempre i dati che inserisci, non essere approssimativo: è proprio quando si dà per scontato qualcosa che, purtroppo, è più facile inciampare.

3 – Coerenza generale del testo

Nella terza fase, solitamente, do una riletta generale al testo per verificarne coerenza e comprensibilità.

Questo passaggio mi serve per assicurarmi che il contenuto sia effettivamente efficace e che comunichi nel modo giusto. Cerco quindi di mettermi nei panni del lettore e di rileggerlo dal suo punto di vista, facendomi alcune domande. Il testo affronta le tematiche in modo esaustivo? C’è qualche punto oscuro che il pubblico potrebbe non comprendere? Ho usato un linguaggio comprensibile al lettore? Le premesse iniziali sono state soddisfatte oppure ci sono questioni irrisolte, che possono generare dubbi e domande?

4 – Lettura ad alta voce

Il testo è quasi a posto, ma ancora non abbiamo finito…

La quarta fase, generalmente, la dedico a testare la fluidità dello scritto. In che modo? Leggendo il testo ad alta voce.

Ti assicuro che è un metodo fantastico e te lo consiglio caldamente. Sai perché? Perché leggendo a voce alta, ti accorgi di tutto ciò che impedisce alle frasi di scorrere libere. Se ogni secondo ti incagli, forse hai usato un po’ troppe virgole. Se invece giungi alla fine del periodo senza più fiato, come se fossi stato in apnea, evidentemente ne hai messe troppe poche… Per quanto mi riguarda, quindi, è un ottimo sistema per controllare la punteggiatura.

Leggere ad alta voce, inoltre, ti permette di scovare le ripetizioni che si annidano nel testo: leggendo solo con la mente, purtroppo, ti assicuro che molte di esse non salterebbero all’occhio…

5 – Correzione grammaticale e ortografica

Eccoci giunti all’ultimo step della revisione: il controllo grammaticale e ortografico, che subentra alla fine, quando il contenuto è già a posto in ogni sua parte.

Eventuali errori grammaticali, in genere, li ho notati già durante le letture precedenti. In questa fase, però, rileggo tutto lentamente, parola per parola, al fine di scovare ogni possibile svista. È vero, infatti, che Word ha il correttore automatico, ma questo non segnala determinati errori.

“Mi sono fatta consegnare il documento da Marco” e “Mi sono fatta consegnare il documento di Marco” sono due frasi con significati completamente diversi. Per Word sono entrambe giuste ma, com’è ovvio, dire l’una o l’altra cambia il senso del discorso. Il correttore automatico non ti segnala la svista: devi essere tu, quindi, con un attento controllo, ad accorgerti dell’errore.

In questa fase, perciò, verifico che non vi siano errori di battitura, accenti sbagliati, maiuscole mancanti, parole straniere scritte in modo errato. Verifico le concordanze articolo-nome, nome-aggettivo (ad esempio: la casa e non le casa; i prati verdi e non i prati verde), la correttezza delle preposizioni usate. Sembrano errori banali, invece possono capitare facilmente.

Dopo il controllo ortografico-grammaticale, se si tratta dell’articolo di un blog, solitamente do un’ultima occhiata alla formattazione (grassetti, sottotitoli, link… ).

E finalmente la correzione è compiuta 🙂

Conclusioni

Non ti aspettavi tutto questo lavoro scommetto, vero?

La revisione è tutt’altro che un processo veloce e superficiale. Per quanto mi riguarda, è la parte più divertente dello scrivere… ma io sono di parte: amo la scrittura.

So bene che la facilità con cui è possibile pubblicare contenuti dà la falsa percezione che essi possano essere più “alla buona”. In realtà, anche se basta un “click” per postare qualcosa, una comunicazione efficace passa necessariamente attraverso un accurato lavoro di correzione.

Ora mi piacerebbe sapere la tua opinione. Qual è il tuo metodo per correggere un testo? Ti ritrovi nella tecnica che ti ho illustrato? Scrivimi il tuo commento! 😉