La virgola è un po’ il prezzemolo della lingua italiana: la prendiamo e la spargiamo qua e là, come il sale nel sugo della pasta. “Virgole quanto basta” si leggerebbe in un immaginario ricettario di scrittura: ma è proprio così? Davvero utilizziamo la virgola “quanto basta” oppure, alle volte, ci lasciamo prendere la mano e finiamo con l’infilarla ovunque, anche laddove non dovrebbe proprio esserci?

In questo post vedremo dove non andrebbe mai messo questo segno di punteggiatura: hai voglia di salire a bordo, per un velocissimo ripasso dell’uso della virgola?

Uso della virgola: qualcosa di personale… o forse no?

La virgola è sicuramente il segno d’interpunzione più utilizzato e versatile. Il suo impiego è in gran parte legato allo stile personale, in quanto determina il ritmo delle frasi in un testo, ma ciò non significa che possiamo distribuirla ovunque, come ci pare e piace, sia perché il posizionamento della virgola può, in certi casi, modificare il significato di una frase sia perché ci sono alcune regole ben precise da seguire.

Sì allo stile personale, quindi, ingrediente importante nella scrittura, ma senza infrangere i principi che ora vedremo.

Errori nell’uso della virgola

Dove non andrebbe mai utilizzata la virgola? In quali occasioni il nostro “prezzemolo della scrittura” non è un ospite ben accetto?

La virgola è un ospite mal gradito quando si azzarda a spezzare un blocco unitario. Questo segno, ad esempio, non deve mai porsi fra:

 

  • SOGGETTO e VERBO
  • VERBO e COMPLEMENTO
  • NOME e AGGETTIVO

 

Ecco qualche esempio di frase per te:

uso della virgola

uso della virgola

 

Soggetto e verbo possono invece essere separati da un inciso, frase isolata da due virgole e sintatticamente indipendente da quella in cui è inserita. L’inciso, che in genere ha lo scopo di aggiungere o specificare qualcosa, può quindi essere eliminato senza intaccare il senso della frase.

Ti faccio un esempio:

 

  • Caterina, con fare garbato, lo ha accompagnato alla porta

 

L’inciso è rappresentato dalla frase “con fare garbato”: se la togliessimo, non altereremmo il senso logico della proposizione che la ospita. L’inciso, ovviamente, va sempre fra due virgole. Sarebbe quindi scorretto scrivere:

 

  • Caterina con fare garbato, lo ha accompagnato alla porta

 

Ma ora continuiamo con i posti proibiti, gli anfratti in cui la nostra povera virgola non deve proprio entrare.

Fra gli utilizzi errati della virgola, Treccani inserisce anche questi:

 

  • Tra PROPOSIZIONE PRINCIPALE e PROPOSIZIONE SOGGETTIVA
  • Tra PROPOSIZIONE PRINCIPALE e PROPOSIZIONE OGGETTIVA
  • Tra PROPOSIZIONE PRINCIPALE e PROPOSIZIONE INTERROGATIVA INDIRETTA

 

Vediamo qualche esempio di frase:

uso della virgola

 

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Conclusioni

Come vedi, in fondo, le situazioni in cui la virgola non va utilizzata non sono poi tantissime. Certo, ci sarebbero ancora molte cose da dire su questo segno di punteggiatura e prossimamente avremo modo di parlarne meglio con altri post a riguardo.

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