Chi l’ha detto che il punto e virgola è ormai estinto? Certo, se dovessimo basare il nostro giudizio solo sui testi che troviamo sul web, il punto e virgola è alla stregua di un animale preistorico.

Il punto e virgola ha il sapore delle cose eleganti, ma antiche. Di quelle cose che nel mondo di oggi, dove siamo sempre di corsa e abbiamo bisogno di soluzioni pratiche e facili da usare, non trovano più spazio. La domanda è: abbiamo ancora bisogno di questo segno di punteggiatura? Oppure è giunto il momento di spedirlo definitivamente in pensione?

In questo post capiremo meglio a cosa serve il punto e virgola, e lo faremo attraverso i testi di alcuni libri, in particolare romanzi famosi. Ciò che farò, infatti, sarà portarti l’esempio di alcune frasi che contengono il punto e virgola, tratte direttamente da queste opere: lo scopo è farti capire concretamente come può essere utilizzato questo segno di punteggiatura, al di là delle definizioni che, da sole, servono a poco.

Gestire le frasi complesse

Il punto e virgola segnala una pausa più forte della virgola, ma più debole del punto.

Ecco cosa dice in proposito l’Accademia della Crusca:

Il punto e virgola (punto acuto, punto coma) segnala una pausa intermedia tra il punto e la virgola e il suo uso spesso dipende da una scelta stilistica personale. Si adopera soprattutto fra proposizioni coordinate complesse e fra enumerazioni complesse e serve a indicare un’interruzione sul piano formale ma non sul piano dei contenuti…

Il punto e virgola, quindi, interviene laddove la virgola non basterebbe e il punto sarebbe eccessivo. L’aspetto importante da capire è che questo segno non determina una chiusura, ma una continuità: utilizzandolo non chiudiamo il concetto iniziato con la frase precedente, ma lo proseguiamo con quella successiva. Come spiegato dai linguisti dell’Accademia della Crusca, l’utilizzo del punto e virgola è spesso determinato dallo stile di chi scrive.

Il problema, secondo me, è che non siamo più abituati a incontrarlo nelle nostre quotidiane letture. Di conseguenza, non sappiamo più come utilizzarlo e ci limitiamo a spargere punti, virgole, due punti, perdendoci tutte le sfumature che un segno come il punto e virgola può invece regalarci.

Web e punto e virgola

Nel mondo del web, per il nostro caro punto e virgola c’è davvero pochissimo spazio. Internet è il regno indiscusso del punto. I testi online sono un trionfo di frasi brevi, poiché sullo schermo leggiamo in modo diverso da come lo facciamo sulla carta: andiamo più veloci, siamo più distratti. Quando si scrive, quindi,  bisogna indubbiamente tenere conto del mezzo con cui lo si fa.

Ma se nel mondo di internet il punto e virgola rappresenta uno dei segni meno funzionali, sulla carta le cose stanno diversamente. È vero, lo si incontra sempre più di rado anche in questi ambienti, ma la carta, senza dubbio, si presta maggiormente a testi di più ampio respiro. Ed è qui che il punto e virgola fa sentire ancora la sua preziosa presenza.

Se usato al momento giusto, il punto e virgola può trasformare un testo discreto in un testo eccellente. Si tratta di piccole sfumature, capaci però di rendere lo scritto incredibilmente più leggero, leggibile ed espressivo. Ti va di dare un’occhiata agli esempi di frasi che ho preparato per te?

Punto e virgola: esempi di frasi

Come primo esempio, ti porto due frasi estrapolate dal libro di Leonardo G.Luccone: Questione di virgole, Punteggiare rapido e accorto, dedicato, guarda caso, alla punteggiatura. L’introduzione del volume inizia proprio così:

La virgola ha fagocitato il punto e virgola e i due punti, e insieme al punto fermo rappresenta il novanta per cento della punteggiatura usata oggi da chi scrive; il punto e virgola, invece, è in via d’estinzione.

E poi ancora:

Con una sola virgola ben messa si può illuminare una pagina; con una virgola sbagliata si rischia di cambiare il senso del discorso o, peggio, di fare la figura degli asini.

In entrambi gli esempi, come puoi vedere, le proposizioni appartengono allo stesso concetto. Il punto e virgola, quindi, è il segno perfetto per separarle.

 

Il secondo esempio rappresenta invece il modo più conosciuto, probabilmente, di utilizzare questo segno di punteggiatura: gli elenchi. Vediamo assieme questo pezzo, preso dal romanzo di John Irving, Le regole della casa del sidro:

Il Professore aveva una lezione bell’e pronta su ogni immaginabile argomento: le qualità della carne bianca e di quella rossa; le ultime elezioni; l’uso corretto delle posate; la superiorità del romanzo ottocentesco, per non parlare di altre superiorità del secolo scorso; le giuste dosi per la salsa ai mirtilli; il significato di “pentimento”; la salubrità degli esercizi fisici, inclusa comparazione fra spaccar legna e pattinare sul ghiaccio; il male insito nei pisolini.

In un caso come questo, la sola virgola sarebbe stata insufficiente, anche perché alcune delle frasi presenti sono esse stesse intervallate dalla punteggiatura.

 

Quelle che seguono sono due frasi prese dal celeberrimo romanzo di Lev Nikolaevič Tolstoj: Guerra e pace.

Prima frase:

Da quel momento Pierre non venne più disturbato; egli trascorreva tutta la giornata di sopra, nella sua camera.

Seconda frase:

Il colonnello era un oriundo tedesco, massiccio, alto e sanguigno; evidentemente era un buon soldato e un buon patriota.

In entrambi i casi, se provassimo a sostituire il punto e virgola con un semplice punto, lo stacco fra le frasi sarebbe eccessivamente marcato. Perderemmo, quindi, il senso di morbidezza e di continuità che si ha con il punto e virgola. Sei d’accordo con me?

 

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Stesso discorso per quanto riguarda l’uso del punto e virgola in questa frase estrapolata da Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern:

Dopo, girandomi ancora, vidi che le slitte s’erano mosse. Ero solo; non cercavo nessuno, non volevo niente.

Il punto e virgola qui è perfetto. Impone una pausa adeguata che, con la virgola, sarebbe stata eccessivamente breve. La virgola ci avrebbe impedito di soffermarci adeguatamente su quel “Ero solo”, mentre il punto avrebbe causato un’interruzione troppo marcata.

 

L’ultimo esempio è tratto da Bagheria di Dacia Maraini, e ci mostra chiaramente come il punto e virgola sia preziosissimo quanto dobbiamo cucire assieme frasi complesse:

Non si vedevano che rarissime automobili. Più che altro il traffico era composto da carretti tirati da muli, da somari montati da uomini vestiti di scuro, con qualcosa di severo e aggrondato sulla faccia brunita dal sole; da donne che, pur vestite quasi sempre di nero (per la morte del padre: sette anni di lutto; per la morte di un fratello: tre anni di lutto; per la morte del marito: lutto a vita), camminavano leggere e seducenti, da decine di bambini che sciamavano come mosche da una parte all’altra del paese.

Qui il punto e virgola viene usato per separare due elenchi: quello più ampio riguardante la composizione del traffico (che senza l’intervento del punto e virgola, che lo divide in due parti, sarebbe stato troppo lungo e pesante) e quello all’interno della parentesi.

Punto e virgola in pensione? Anche no

Spero, con questo articolo, di essere riuscita a farti capire meglio a cosa serve il punto e virgola e a convincerti che questo segno d’interpunzione ha ancora qualcosa da offrire. Usarlo non è ovviamente obbligatorio (nei testi per il web, come dicevamo, è addirittura sconsigliato) ma in alcuni casi può essere la soluzione perfetta per rendere un periodo più comprensibile ed espressivo.

E tu cosa ne pensi? Sei d’accordo con quello che ho detto? Se hai qualcosa da aggiungere o altri esempi da fornire, scrivimi un commento! 🙂